Ricordate il naufragio-bluff delle due donne con cane? Quella vela ora è fantasma

Lo scafo avvistato alla deriva al largo di Guam dall’equipaggio di Turn the Tide on Plastic, il team impegnato nella Volvo Ocean Race. La skipper Dee Caffari: “Chiediamo di non inquinare i mari con la plastica e c’è una barca intera che vaga nell'oceano”

Sea Nymph, la barca abbandonata da Jennifer Appel e Tasha Fuiaba, avvistata ieri al largo di Guam alla deriva


Pubblicato il 14/02/2018
Ultima modifica il 14/02/2018 alle ore 20:06

Una barca fantasma. Quella del naufragio poco convincente delle due donne e il cane dello scorso ottobre 2017. Ricordate? Jennifer Appel e Tasha Fuiaba erano state soccorse dalla Marina Usa al largo del Giappone, a loro dire dopo essere rimaste alla deriva per cinque mesi nel Pacificio con la loro barca da crociera, la Sea Nymph. Poi, erano emersi diversi dubbi sulla loro versione. Unica certezza, lo scafo fu abbandonato a 1.000 miglia dalla costa. 

 

Cosa si nasconde dietro la storia delle due donne alla deriva per cinque mesi nell’oceano?  

 

Una fase del soccorso di Jennifer Appel e Tasha Fuiaba nell’ottobre 2017 

 

 

Ora, quattro mesi dopo, Turn the Tide on Plastic, una delle barche che partecipano alla sesta tappa della Volvo Ocean Race da Hong Kong ad Auckland, ha avvistato la barca abbandonata, che è sempre a galla e sta derivando nelle acque del Pacifico, a circa 360 miglia ad est di Guam, e ha inviato a terra delle immagini girate dal drone. 

 

Ecco il racconto di Dee Caffari, la skipper di Turn the Tide on Plastic (lo ha postato sul suo blog). 

“Cosa si deve fare quando si vede una barca alla deriva senza alcun segno di vita a bordo? E’ una domanda che ci siamo fatti su Turn the Tide on Plastic ieri. Stavamo navigando a vista con team Brunel e sopravvento a noi abbiamo visto un’altra barca sulla nostra rotta. Abbiamo tirato fuori il binocolo, dato che l’AIS (Automatic Identification System) non trasmetteva alcun segnale e abbiamo contattato il race control (la sede della regata ad Alicante che segue le barche in regata). Abbiamo provato a chiamare con la radio VHF, ma non abbiamo ricevuto risposta e il race control ci ha confermato che in zona non era attiva alcuna azione di ricerca e soccorso. Allora James (Blake, l’onboard reporter del team) ha lanciato il drone, per un’ispezione più da vicino e per cercare di identificare la barca.  

 

Abbiamo girato delle immagini e le abbiamo inviate al race control che ha confermato che si trattava della barca abbandonata, il Sea Nymph. Molti si ricorderanno che la storia ha fatto notizia negli Stati Uniti, lo scorso autunno, quando le due donne e il loro cane furono salvati dalla barca mentre cercavano di raggiungere le Hawaii. Ecco, era quella la barca, che noi abbiamo visto quattro mesi dopo. Era molto bassa al galleggiamento, la randa su un lato, ma per il resto sembrava ancora una bella barca da crociera. 

 

 

Dee Caffari al timone di Turn the Tide on Plastic 

 

Per qualche minuto abbiamo parlato dei diritti di recupero e se la direzione di regata ci avrebbe dato una riparazione, se l’avessi trainata fino ad Auckland senza abbandonate la corsa. Ma abbiamo deciso di no e la barca resta alla deriva, costituendo un serio ostacolo alla navigazione, un rischio ecologico per le isole, le barriere coralline e gli atolli. 

 

Siamo contenti di averla avvistata con la luce del giorno o avrebbe potuto essere una storia molto diversa, se fosse stato di notte. Era senza alcuna luce o segnalazione, dunque non l’avremmo mai vista. Spero solo che ora che abbiamo fornito la posizione alle autorità ci sia una possibilità di recuperarla, per evitare ulteriori danni ai nostri oceani. Chiediamo di non inquinare i mari con la plastica e c’è una barca intera che va alla deriva in oceano!”. 

 

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