Il mistero dell’affresco danneggiato: “Forse è stato lavato via”

Cappella della Crocetta di Savona, tra le ipotesi incuria o un intervento di pulizia

Gli affreschi della Cappella della Crocetta di Savona, realizzati intorno al 1680 dal maestro Bartolomeo Guidobono e dall’amico Gio Enrico Haffner


Pubblicato il 13/02/2018
savona

Gli affreschi di fine Seicento di Bartolomeo Guidobono sgretolati, a terra, ridotti in polvere. E la colpa potrebbe essere l’incuria, ma anche un susseguirsi di interventi sbagliati: un restauro fatto male o, peggio, l’intervento improvvido di un’impresa di pulizia, noncurante del luogo in cui stava operando.  

 

È giallo sul drammatico stato in cui versa il ciclo di affreschi nella Cappella della Crocetta di Savona. Una situazione precipitata a partire dall’estate: e ora il rischio è quello perdere parte di uno degli affreschi più preziosi. Sul repentino peggioramento dello stato di conservazione è stata avviata un’indagine relativa a un procedimento amministrativo ed è stato effettuato un sopralluogo dei carabinieri, nucleo di tutela del patrimonio culturale.  

 

Tre le ipotesi in campo. La prima rientra in una sfera tristemente nota in Italia: la presunta incuria nella conservazione e nella tutela del bene artistico. Le altre due, se accertate, sarebbero ancora più gravi: nella seconda si parlerebbe di un intervento sulla struttura architettonica esterna, che avrebbe concentrato l’umidità all’interno e, quindi, fatto precipitare la situazione pittorica. La terza ipotesi, invece, punta su un’impresa di pulizie, invitata a operare in occasione dell’aperture della Cappella al pubblico, che potrebbe in qualche modo avere danneggiato gli affreschi e asportato prezioso materiale conoscitivo per i restauri, caduto a terra.  

 

ERITES

Gli affreschi della Cappella danneggiati 

 

Intanto, l’ente proprietario del bene, le Opere Sociali di Nostra Signora di Misericordia, ha preso provvedimenti nei confronti di un dipendente, sospeso per sei mesi dal posto di lavoro. Anche su questo aspetto, tuttavia, le indagini restano aperte. Oltre a quella amministrativa, l’ente ha avviato un’indagine diagnostica, affidata all’Impresa Adamantio e Nicola Restauri di Torino, al fine di accertare le cause e, di conseguenza, le responsabilità. 

 

Un’ombra scura, intanto, è calata sul Santuario, che rischia di perdere parte delle sue opere più preziose. È un affresco di rara bellezza quello realizzato da Guidobono (1674-1709) e dall’amico Gio Enrico Haffner: un’opera che avvolge lo spettatore che si trovi all’interno della cappella ottagonale. Nella cupola e sui lati delle pareti sono raffigurate le scene della processione di fedeli, in visita al Santuario di Nostra Signora di Misericordia dove, il 18 marzo del 1536, secondo il culto religioso, apparve la Vergine al contadino Antonio Botta.  

 

«La parte danneggiata non riguarda la cupola ed è recuperabile - spiega il presidente delle Opere Sociali -. Si tratta di tre lati dell’ottagono. Avevamo già previsto un intervento di restauro, per il quale abbiamo ricevuto un contributo di circa 50 mila euro della banca San Paolo. La scorsa estate, però, abbiamo constatato il particolare deterioramento. Da qui è stato avviato un percorso di accertamento sulle cause. In parallelo ha preso il via un’indagine amministrativa per verificare eventuali responsabilità».  

home

home