Calenda: “Via i licenziamenti all’Embraco o sarà battaglia col governo”

Il ministro dello Sviluppo economico: «Deve finire il gigantesco dumping dei paesi dell'Europa dell'Est, non possiamo più subirlo»
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Pubblicato il 12/02/2018
Ultima modifica il 16/02/2018 alle ore 14:45
torino

Per il futuro di Embraco e dei suoi lavoratori, «c'è speranza ma non faccio mai pronostici e, soprattutto, non li porto in campagna elettorali come invece fanno Salvini e Di Battista». Ad affermarlo il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, parlando - nel corso di un'intervista alla trasmissione «Agorà» su Rai 3 - dei possibili sviluppi della vertenza Embraco. «Ho chiarito - dice Calenda- che l'azienda deve ritirare i licenziamenti e fare la cassa integrazione. Se non li ritira - avverte - vanno incontro a dichiarazione di guerra del Governo italiano: deve finire il gigantesco dumping dei paesi dell'Europa dell'Est, non possiamo più subirlo». 

 

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Calenda, che ha incontrato alcuni giorni fa i lavoratori Embraco, chede all’azienda che i licenziamenti siano trasformati in cassa integrazione. «Giovedì li incontro nuovamente: ho spiegato che se non ritirano i licenziamenti di 497 persone andrò a Bruxelles a verificare se hanno già un accordo con la Slovacchia, un accordo fiscale che configura un aiuto di Stato». Prosegue Calenda: «Il ministro degli esteri Alfano, su mia richiesta, chiederà spiegazioni al governo slovacco, perché questo fatto che i paesi dell’Est che beneficiano peraltro di fondi europei, facciamo dumping per attirare produzioni dal resto dell’Europa è una cosa che deve finire, non è più tollerabile. Abbiamo sbagliato, con l’allargamento, ma non vuol dire che dobbiamo subire questo».  

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