Raid turco contro i curdi nel nord della Siria

Distrutti «punti di osservazione e molti altri obiettivi dei terroristi del Pyd-Pkk» ad Afrin
REUTERS


Pubblicato il 20/01/2018
Ultima modifica il 20/01/2018 alle ore 18:33

I jet turchi hanno colpito obiettivi «del Pyd-Pkk» nell’enclave curda di Afrin, nel nord della Siria. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu dopo l’annuncio formale dell’avvio delle operazioni arrivato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan.  

 

I jet turchi hanno distrutto «punti di osservazione e molti altri obiettivi dei terroristi del Pyd-Pkk» ad Afrin, precisa la Anadolu aggiungendo che le unità dei ribelli dell’Esercito libero siriano (Els) entrate nella regione dalla Turchia «non hanno incontrato alcuna resistenza». Nel mirino ci sono i miliziani curdi siriani delle Ypg, legati al Pyd e considerati «terroristi» dal governo di Ankara al pari dei ribelli del Pkk. Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ha confermato l’avvio dell’operazione «nella regione di Afrin» - ribattezzata `Ramoscello d’ulivo´ - precisando che l’obiettivo è «portare sicurezza e stabilità ai nostri confini e nella regione, eliminare i gruppi terroristici» e «salvare i nostri fratelli dall’oppressione e dalle atrocità». I militari aggiungono che l’offensiva sarà condotta «nel rispetto dell’integrità territoriale della Siria» e che è scattata sulla base dei «diritti della Turchia» nel quadro del «diritto internazionale».  

 

Nel mirino, aggiungono i militari, ci sono anche i jihadisti dell’Is. «Le nostre Forze Armate hanno dato il via a un’operazione aerea nella regione di Afrin», ha confermato anche il premier turco Binali Yildirim. Dopo otto giorni di attacchi dell’artiglieria turca e di rafforzamento della presenza militare al confine con la Siria, da questo pomeriggio i jet delle forze di Ankara colpiscono gli obiettivi dei miliziani curdi sostenuti dagli Usa, mentre i ribelli dell’Els, appoggiati dalla Turchia, portano avanti l’offensiva di terra.  

 

L’Osservatorio siriano per i diritti umani, ong legata agli attivisti delle opposizioni, ha confermato che almeno dieci jet turchi hanno colpito Afrin e ha denunciato il ferimento di civili nelle operazioni senza però fornire un bilancio. «Sentiamo il rombo degli aerei su Afrin - ha detto all’agenzia di stampa Dpa Haivi Mustapha, copresidente del consiglio esecutivo di Afrin - Si sentono le ambulanze arrivare nelle strade. Ci sono vittime civili». L’offensiva ad Afrin è la seconda condotta dalla Turchia nel nord della Siria dopo l’operazione `Scudo dell’Eufrate´ lanciata nel 2016. Erdogan ha ribadito oggi che dopo Afrin «sarà la volta di Manbij», un’altra località del nord della Siria in mano ai curdi. Ankara ha per molto tempo criticato Washington per il sostegno ai miliziani curdi siriani nella battaglia contro l’Is nel Paese arabo.  

 

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