Uomini che odiano le donne, e il palco si tinge di giallo

In scena “I ragazzi del massacro” di Scerbanenco e “Rosalyn” di Edoardo Erba


Stefano Annoni e Diego Paul Galtieri, protagonisti maschili de «I ragazzi del massacro» al Parenti


Pubblicato il 13/01/2018

Giorgio Scerbanenco il padre del noir italiano e di tutti i nostri giallisti che sarebbero “esplosi” dagli anni ‘90 in poi. Giornalista di origini ucraine, scrittore eclettico fin dai ‘40, fu cantore (e cultore) di una Milano criminale, umida e nebbiosa, non ancora “da bere” ma già attraversata dai germi del cambiamento e della corruzione. È in questa città che Scerbanenco fa muovere nella seconda meta degli anni ’60 il detective Duca Lamberti: personaggio modernissimo.  

 

Ex medico radiato per eutanasia, poi poliziotto appassionato e tenace, dal fortissimo senso etico, è protagonista di una quadrilogia che fece epoca, anche al cinema: «Venere privata», «Traditori di tutti», «I ragazzi del massacro», «I milanesi ammazzano al sabato».  

 

Riscoperto, ripubblicato (da Garzanti Libri), oggi Scerbanenco approda anche a teatro: «I ragazzi del massacro» (al Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14, fino al 21 gennaio, 25 euro), regia di Paolo Trotti, con Stefano Annoni protagonista e con Diego Paul Galtieri e Federica Gelosa. La giovane insegnante di una scuola serale viene stuprata e uccisa. I suoi stessi allievi sono lo sporco branco: subito additato come colpevole. Lamberti indaga e solleva pietre brulicanti di molti vermi: la verità non è solo quella che sembra e a tutti conviene. In sottofondo il ‘68, gli echi della contestazione, la spinta al cambiamento. 

 

Anche in «Rosalyn», testo di Edoardo Erba diretto da Serena Sinigaglia, con Marina Massironi e Alessandra Faiella (al Teatro Carcano, c.so di Porta Romana 63, fino al 21 gennaio, 25/34 euro) la verità è cosa sfuggente: una scrittrice di fama è accusata di un omicidio avvenuto molti anni prima. Per discolparsi racconta di Rosalyn, donna delle pulizie vittima delle brutalità del defunto, che lei aveva spinto alla ribellione. Un thriller psicologico dove molto lentamente, tra continui colpi di scena e cambi di prospettive, si arriva al disvelarsi dell’enigma. Non senza qualche sorriso. 

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