Milano povera. Boom di domande per il Rei, il reddito di inclusione per le famiglie in difficoltà

Già presentate oltre 6000 domande, oltre ogni aspettativa. Appello dell’assessore Majorino alle aziende per organizzare corsi di formazione


Pubblicato il 13/01/2018
Ultima modifica il 13/01/2018 alle ore 18:13
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Sono più di 6000 le famiglie milanesi che hanno presentato domanda al Comune di Milano per ottenere il Rei, il reddito di inclusione, la misura contro la povertà lanciata dal governo. Dal primo dicembre i 143 centri di assistenza fiscale hanno lavorato a pieno ritmo. «Un numero altissimo, superiore a ogni aspettativa, che vede molti italiani rivolgersi, per la prima volta, al sistema dei servizi», ammette Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali a Palazzo Marino. «I cittadini non riceveranno solo un aiuto economico diretto ma anche un progetto individualizzato per realizzare percorsi di formazione e inserimento lavorativo». Che non si sarebbe trattato di un regalo, il sindaco Giuseppe Sala lo aveva detto fin dal giorno in cui il ministro Giuliano Poletti era venuto in città ad annunciare il provvedimento: «Il reddito di inclusione non è un regalo puro ma uno strumento per il recupero sociale». 

Corrado Andreoli, il segretario della Cgil di Milano che coordina il lavoro di numerosi Caf vede i limiti dell’iniziativa: «Aiutare le famiglie va bene ma non si risolve il problema. La povertà in città è molto più ampia anche contando chi è già assistito dal Comune e dagli enti caritatevoli». Dalla Camera del lavoro arriva un dato che è tutto un programma. Nella sola città metropolitana di Milano negli ultimi anni si sono persi tra i 15 e i 18 mila posti di lavoro. Un esercito di persone senza più reddito che rischia di ingrossare la fila dei nuovi poveri sempre più poveri. Dall’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino arriva per questo un appello alle aziende: «Cerchiamo aziende che siano disponibili a coinvolgere nella loro organizzazione, per 6 o 12 mesi, 300 cittadini senza occupazione a cui corrisponderemo direttamente un contributo mensile di circa 500 euro affinché possano sviluppare percorsi di formazione e sperimentazione di inserimento lavorativo che ci auguriamo sfocino poi in assunzioni vere e proprie». 

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