L’accordo tra Verdini e il Partito repubblicano c’è, ora il problema è trovare un alleato

L’ex braccio destro di Berlusconi è costantemente al lavoro nel suo ufficio al Senato insieme ai fedelissimi per cercare di organizzare la lista
ANSA


Pubblicato il 12/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 20:27
roma

Denis Verdini ci prova, l’obiettivo è partecipare alle elezioni con una lista messa su insieme a Partito repubblicano, ma il rischio è che non riesca a trovare nessun alleato importante con cui apparentarsi. L’accordo con i repubblicani è ormai cosa fatta, sancito da un congresso del Pri e ufficializzato con il cambio del nome del gruppo di Ala in Senato, ora diventato “Ala (Alleanza liberalpopolare) - Pri (Partito repubblicano italiano)”. Il problema è, appunto, trovare un alleato: l’accordo con il centrodestra viene escluso dagli stessi uomini vicini a Verdini e quello con il Pd e il centrosinistra è scartato invece dai vertici democratici. Proprio in questi giorni, in un Parlamento abbastanza deserto, l’ex braccio destro di Berlusconi è costantemente al lavoro nel suo ufficio al Senato insieme ai fedelissimi per cercare di organizzare la lista. 

 

«L’intesa con Ala c’è – spiega all’agenzia Adnkronos il segretario amministrativo nazionale del Pri, Salvatore Piro - Il simbolo dell’Edera correrà alle elezioni del 4 marzo. D’altronde, Denis Verdini, com’è noto, ha iniziato la sua carriera nel Pri di Giovanni Spadolini... Saremo presenti - assicura - in tutta Italia, avendo una struttura a livello nazionale, in condivisione con Ala». La lista, peraltro, non avrà bisogno di raccogliere le firme, dal momento che Ala ha un suo gruppo in Senato. 

Il problema, appunto, sono le alleanza. Piro parla di «contatti e incontri nell’ambito del centrosinistra». Fonti vicine a Verdini si spingono oltre: «Denis ne ha parlato direttamente con Renzi – assicurano – stiamo valutando un accordo con loro». Verdini, finora, aveva anche detto che non si sarebbe ricandidato, secondo alcuni proprio per rendere più facile un accordo con il Pd. Per il partito di Renzi, infatti, sarebbe troppo ingombrante la candidatura di uno dei registi del patto del Nazareno, la candidatura di Verdini offrirebbe un facile argomento di critica agli ex Pd ora in Liberi e uguali. 

 

Non a caso la risposta del Pd è tranchant, con o senza la candidatura diretta di Verdini. Fonti autorevoli del Pd negano incontri con Ala su questo tema e rispondono in maniera secca sull’ipotesi di un’alleanza con la lista nata dall’accordo con il Pri: «Non ci sarà nessun accordo. Non esiste». Nemmeno, appunto, se Verdini confermasse l’intenzione di non candidarsi. 

 

Alla fine, quindi, non è escluso che la lista Ala-Pri resti senza alleati e tenti da sola la difficile scalata al 3%. In quel caso, dicono in Ala, senza più la prospettiva di un accordo col Pd «Verdini potrebbe anche ripensarci e decidere di essere personalmente della partita». 

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