A Pordenone troppe persone hanno l’influenza e gli ospedali bloccano le operazioni

Tre ospedali hanno sospeso le sedute di chirurgia programmate per creare disponibilità di posti letto
REPORTERS


Pubblicato il 12/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 21:11
pordenone

L’influenza non dà tregua, gli 820 posti letto dell’intera provincia di Pordenone sono tutti occupati e allora la direzione dell’Azienda sanitaria ricorre ad una soluzione d’emergenza, mai adottata in precedenza: sospensione degli interventi chirurgici programmati per liberare disponibilità in previsione del picco del virus, previsto nelle prossime ore. 

 

«Non potevamo fare altrimenti - commenta il direttore generale dell’Aas 5 Giorgio Simon -: siamo di fronte ad una situazione senza precedenti. Ai casi legati all’influenza e alle sue complicanze, si è affiancata un’inconsueta e imprevedibile richiesta per chirurgie di emergenza per le patologie più disparate che non hanno nulla a che vedere con la stagionalità. Correvamo il rischio di trovarci, tra domani e domenica, con i corridoi pieni di barelle e con ore di attesa. Per questo, abbiamo disdettato la quarantina di interventi programmati per lunedì e il conseguente afflusso dei pazienti nelle ore 48 ore precedenti e così abbiamo un minimo di spazio di movimento, sperando che basti». 

 

LEGGI ANCHE L’accusa ai medici di base dell'assessore lombardo: “Poche visite a domicilio”  

 

Non va meglio negli studi dei medici di medicina generale: da quanto riferiscono i rappresentanti della categoria sono al collasso. Il tutto nonostante in provincia di Pordenone quest’anno siano state consumate più dosi di vaccino antinfluenzale rispetto al passato, con un trend di copertura che cresce di anno in anno. «I dati non sono ancora ufficiali - ha spiegato il direttore del Dipartimento di Prevenzione Lucio Bomben -, ma siamo vicini al 60% della popolazione over 65. Il dato regionale Fvg della scorsa settimana oscillava tra il 53 e il 55%, ma noi siamo al di sopra, a giudicare dalle scorte esigue che ci sono rimaste». 

 

La direzione dell’Azienda sanitaria ha anche potenziato i turni del personale - «stanno facendo l’impossibile, ma la pressione è elevatissima» - e da lunedì assumerà, fino a che l’emergenza non sarà rientrata, una decina di infermieri da assegnare nei Pronto soccorso della provincia per attivare il servizio di osservazione e di smistamento. 

 

«Se la misura di stoppare gli interventi programmati si rivelerà sproporzionata non potremo che rallegrarcene - ha concluso il direttore sanitario Giuseppe Sclippa -: ad oggi, nonostante si continui a dimettere pazienti come forsennati non riusciamo a far fronte alle richieste per nuovi pazienti acuti. Abbiamo avuto però un solo caso di emergenza grave per influenza, trasferito d’urgenza nella Terapia Intensiva di Udine: si tratta di un giovane che sarebbe dando segnali di miglioramento». 

home

home