Crowdfunding per Tim Smith: “Centomila sterline per salvarlo”

Appello di famiglia e amici del cantante dei Cardiacs per pagargli le cure. In un giorno già raccolta la metà dei soldi

L’immagine di Tim Smith, leader dei Cardiacs, sulla piattaforma di crowdfunding justgiving.com


Pubblicato il 09/01/2018
Ultima modifica il 09/01/2018 alle ore 15:34

«Se fosse sottoposto alle cure giuste potrebbe completare i progetti musicali di enorme bellezza che ancora gli bruciano dentro. Se si riprendesse abbastanza da usare il mouse potrebbe comporre ancora, e se recuperasse la voce potrebbe darci da fare in studio. Insomma, gli sarebbe data la possibilità di tornare fra noi». È con una lunga lettera pubblicata su Justgiving.com, piattaforma globale di crowdfunding, che famiglia e amici di Tim Smith, cantante dei Cardiacs, gruppo rock britannico di culto che ha ispirato artisti come Radiohead, Blur, Napalm Death, Faith No More, Biffy Clyro, hanno lanciato una raccolta fondi.  

 

 

Inizialmente fissato in 40.000 sterline, in meno di un giorno il crowdfunding ha raggiunto e superato la cifra, che ora è stata alzata a 100.000. Centomila sterline per assicurare un anno di cure a Smith, che dal 2008, a causa di un arresto cardiaco e di un conseguente danno cerebrale, è affetto da distonia e praticamente non parla né si muove.  

 

«La burocrazia e il taglio dei fondi - scrive la famiglia - hanno imposto uno stop alle sue cure. Finché le sue finanze gli hanno permesso di pagarsi la riabilitazione ha risposto bene ma ora sta iniziando il suo decimo anno di cure inadeguate. All’inizio abbiamo preferito non fare clamore, ma oggi, d’accordo con lui, crediamo che sia giunto il momento di rendere pubblica la sua storia complessa». Da qui l’appello della famiglia ai suoi affezionati fan, le cui donazioni di 10 o 100 sterline, anonime o meno, si rincorrono di minuto in minuto su Justgiving.com per pagargli un anno di permanenza, e riabilitazione, al Raphael Hospital Group. 

 

 

«Per provare a farvi capire come mi sento - ha detto il leader dei Cardiacs - posso solo dirvi di immaginare di indossare un body attillato fatto a rete che manda impulsi elettrici dappertutto, tutto il tempo». Con le giuste cure - ne sono convinti famiglia e amici - può riprendersi, «può tornare fra noi». 

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