Gli “stati generali” sui rimborsi alluvionali

Saranno convocati lunedì ad Alba. Al fianco degli imprenditori “per affrontare il problema e favorirne una soluzione degna”


Pubblicato il 09/12/2017
alba

Dopo l’«emendamento beffa» passato al Senato la scorsa settimana, lunedì ad Alba saranno convocati gli stati generali sui rimborsi alluvione. Aziende e associazioni non mollano: hanno già presentato un contro-emendamento alla Camera che verrà discusso la prossima settimana. L’assemblea generale del Comitato imprese alluvionate Piemonte si terrà alle 17,30 nella sede dell’Associazione commercianti albesi, in piazza San Paolo, in prima linea al fianco degli imprenditori «per affrontare il problema e favorirne una soluzione degna». 

«Il Senato della Repubblica - spiega il coordinatore del Comitato, Luca Matteja - in fase di approvazione della manovra finanziaria, ha stravolto l’emendamento che era stato presentato dal senatore Mauro Marino, presidente della Commissione Finanze, e che avrebbe risolto l’annosa questione dei rimborsi dovuti da parte di Inps e Inail a 150 aziende piemontesi alluvionate nel 1994. Assegnando tra l’altro, a partire dal 2019, con meccanismi incomprensibili e inapplicabili, la misera cifra di 5 milioni di euro a fronte dei 49 milioni necessari».  

 

MOBILITAZIONE  

Entro la prima metà di dicembre la Camera dei deputati avrà la possibilità di modificare il provvedimento uscito dal Senato. «In caso contrario - prosegue Matteja - il rischio è che si abbatta sul Piemonte una “nuova alluvione” finanziaria che metterà in crisi aziende e posti di lavoro. È quindi necessaria una mobilitazione generale che trasmetta a Roma un messaggio forte e univoco da parte di tutti i soggetti interessati». L’appello è non solo affinché le aziende siano presenti numerose, ma anche i sindaci di tutta la regione. «Condividiamo lo sdegno espresso dal Comitato imprese alluvionate Piemonte - dicono dall’Aca -. Il testo risulta stravolto nei suoi contenuti, inutile e beffardo. Una presa in giro per decine di aziende che si sono viste chiedere la restituzione di contributi Inps e Inail prima “abbuonati” in ragione dei danni subiti dalla calamità. Altre imprese, in un marasma procedurale, non hanno invece ancora ottenuto alcunché». 

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