Lillo&Greg: “Esclusi dal cinepanettone, rifacciamo i film sul palco”

I due comici in scena al Teatro Alfieri con “L’uomo che non capiva troppo. Reloaded”

Lillo&Greg in scena da stasera sino a domenica all’Alfieri


Pubblicato il 16/11/2017
Ultima modifica il 16/11/2017 alle ore 13:43

Natale senza Lillo & Greg nel cinepanettone. Però presenti a teatro fino alla vigilia delle Feste: «L’uomo che non capiva troppo. Reloaded» da stasera al 19 è all’Alfieri.  

E comunque virali in radio, tv e web: «610-Seiunozero» continua la sua marcia trionfale su Rai2. In tv sono ospiti con pillole video di «Domenica In». Mentre sul web riparte «Pupazzo criminale», parodia sgangherata e irresistibile delle serie alla «Gomorra», «Suburra» e compagnia bella.  

 

LA RIPRESA  

Non saranno nei cinema, ma di cinema si nutre il loro spettacolo: «Reloaded» perché ripresa ed espansione di un loro precedente lavoro, ma soprattutto perché parodia di tanto cinema d’azione, «spy story e fantascienza, «Matrix», i nuovi «Mission Impossible», i supereroi Marvel, Dan Brown e 007». 

In scena va il gioco della citazione e della deformazione. E quello dei ruoli (che un po’ i due rivestono anche nella vita): Lillo, accidioso, stropicciato e pasticcione; Greg, elegante, dinamico e impassibile. «Nati come gruppo musicale, “Latte e i suoi derivati”, eravamo già al suo interno una coppia comica - dicono - . Estrapolarla dalla musica è stato naturale. I precedenti non mancavano: Dean Martin e Jerry Lewis, Aykroyd e Belushi. Per rimanere a Torino Ric e Gian».  

 

LA STORIA  

«L’uomo che non capiva troppo» è Lillo: un tempo animato da spirito d’avventura, ha messo chili e pantofole e non si accorge che tutti intorno a lui - il miglior amico, la moglie, persino la portinaia - sono invece agenti segretissimi impegnati a salvare il mondo. Finché non verrà trascinato in una delle loro avventure, tra comprimari improbabili e cattivissimi eccessivi, come la Gran Saldana su zeppe e tacco 20, di cui è Greg a vestire gli improbabili panni e a dare una voce «un po’ alla Amanda Lear». Il tutto con gran uso di scenari variabilissimi in videomapping, luci effettate, costumi esagerati e «contributi video» che «ci costringono a essere precisi come orologi». Un gioco demenziale ma anche colto per i tanti riferimenti ai film di una volta, in cui è bello farsi catturare ed è facile ridere. «La parodia del cinema del passato l’abbiamo applicata a quasi tutti generi, dal western al mystery. Ci mancano forse solo peplum e cappa e spada», spiega Greg la mente, in quanto autore dei testi e coregista con Lillo. «Qui ci divertiva anche la possibilità di giocare con il cliché dell’eroe impossibilitato a morire, pur se sottoposto alle peggiori nefandezze». 

 

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Nel tradizionale film di Natale, «non ci saremo perché è stato lo stesso De Laurentiis a capire che era inutile incaponirsi, tra kolossal americani e troppe commedie. Ha preferito fare quel pout-pourri di cinepanettoni del passato che è «Supervacanze di Natale». Però, non siamo neppure riusciti ad accordarci per l’altro “nostro” film, non natalizio, che avremmo dovuto scrivere, interpretare e dirigere. Siamo sotto contratto e non possiamo rivolgerci ad altri. Così siamo fermi. Siamo pronti a fare un film anche a bassissimo costo, ma non uno che non ci piace». Ma nessuna tensione con il produttore: «Gli siamo grati perché grazie a lui abbiamo allargato la nostra popolarità. Abbiamo fatto film dignitosi, di cui non ci vergogniamo (anche se non li consigliamo). Così possiamo concentrarci sulle altre nostre cose». Che riguardano soprattutto l’ambito musicale: e concerti vari per Greg, che milita in formazioni variabili a seconda del genere musicale. «Più suono e più sono felice. Mi considero un musicista con la passione della scrittura umoristica». Più concentrato sul cinema Lillo, di cui è appena uscito «Nove lune e mezzo» e per ora non prevede altro. «E non è perché sono pigro. Lo sono solo se paragonato all’iperattivismo di Greg». 

 

Teatro Alfieri, piazza Solferino 4, ore 20,45  

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