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Calcio
ANSA
Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 15/11/2017.
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“Chi ha sbagliato se ne vada”. Renzi mette in fuorigioco il pallone

Il segretario del Pd aveva già bollato la scelta di Ventura: “Come mettere un piccolo sindaco a Palazzo Chigi”

«B asta polemiche politiche: chi ha sbagliato se ne vada». A fine giornata, al Tg1 delle 20, il segretario del Pd Matteo Renzi dice chiaramente quello che, fin dal mattino, ha fatto intuire nella sua enews, la mail periodica diffusa a elettori e fan, quando parla di una «riflessione» che si impone «in primis al presidente Tavecchio e al ct Ventura». Una chiara richiesta di dimissioni dei vertici, di chi ha guidato questa Nazionale al naufragio e chi ha scelto il mister: se non le reclama in modo anche più diretto, lui che non si è fatto problemi a bersagliare autorità come il governatore della Banca d’Italia, spiega chi ieri gli ha parlato, è solo perché vuole evitare di mettere bocca su scelte del mondo sportivo. 

 

Con i suoi collaboratori, dopo essersi espresso in pubblico per una rifondazione del calcio italiano, anche il ministro dello Sport, Luca Lotti, che di Renzi è il braccio destro e sinistro, si lascia andare a considerare che «Tavecchio e Ventura non li abbiamo scelti noi, e non li possiamo mandare via noi». Ai tempi della nomina del commissario tecnico oggi nella bufera, l’allora sottosegretario tifava per altri, la soluzione Montella o Spalletti. Venne scelto invece Ventura, e l’allora premier e il suo giovane sottosegretario commentarono come una «follia, una scelta suicida» un allenatore «con così poca esperienza internazionale: come affidare Palazzo Chigi a uno che ha fatto solo il sindaco di un comune di duemila abitanti», la battuta di Renzi.  

 

Ma, appunto, non è compito del governo scegliere il ct della Nazionale. Anche se si può tifare per un cambiamento: ieri, incontrando il presidente del Coni Giovanni Malagò, Lotti ha insistito nel sottolineare l’importanza di rinnovare il calcio dalle fondamenta. Speranze che rischiano di infrangersi nella riunione della Figc in programma per oggi: la maggior parte dei componenti sta con Tavecchio, si dicono nelle stanze del governo, e se anche lui dovesse saltare, il nome più probabile arrivato alle loro orecchie è quello del senatore di Fi Cosimo Sibilia. Lontano dall’identikit del giovane ex calciatore che, ha spiegato Lotti a Malagò, servirebbe per dare il segno di un reale cambiamento. 

 

francesca schianchi
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