Domani il sopralluogo per riaprire il Filadelfia ai tifosi granata

Il primo via libera è arrivato dagli esperti dei vigili del fuoco
LAPRESSE

I supporter della Primavera si augurano di poter assistere alla prossima partita, sabato, contro l’Udinese


Pubblicato il 15/11/2017
Ultima modifica il 15/11/2017 alle ore 07:51
torino

C’è il primo via libera arrivato dagli esperti dei vigili del fuoco. Che confermano che i lavori, svolti a tempo record dopo lo stop ai tifosi arrivato giovedì sera, abbiano risolto le «criticità» che riguardavano i parcheggi sotterranei. E c’è il messaggio benaugurante del Comune, arrivato nel primo pomeriggio di ieri, poche ore dopo la chiusura dell’ultima commissione di vigilanza. Che incassa «la fattiva collaborazione dell’impresa costruttrice e della società Torino Fc». Ma il Filadelfia, lo storico stadio granata, resta chiuso al pubblico. Perché i nodi da sciogliere ci sono ancora e, almeno per ora, non è stato possibile rilasciare la piena agibilità della struttura. Se ne riparlerà domani, giovedì pomeriggio, quando tecnici e funzionari effettueranno un nuovo sopralluogo in via Filadelfia.  

 

QUESTIONE DI GIORNI  

Insomma, ottimismo a parte, il tempio granata resta ancora off limits per i suoi supporter. Un sogno ancora incompiuto, anche se per gli ultimi ritocchi sembra ormai davvero questione di giorni. Forse, ed è questa la vera speranza dei tifosi, sarà tutto pronto per sabato, quando la Primavera del Toro affronterà i giovani avversari dell’Udinese. Del resto, i problemi emersi la scorsa settimana non sono certo nuovi. Erano evidenti a tutti sin dalla sua inaugurazione, in pompa magna, alla fine di maggio. Un’apertura in deroga, che si è scontrata con il divieto d’accesso stabilito una settimana fa. Giovedì scorso la commissione comunale di vigilanza ha preferito sospendere l’agibilità, chiedendo di risolvere una volta per tutte quegli «intoppi gestionali legati agli impianti» per dirla con le stesse parole del presidente della Commissione, Giancarlo Revelchione. 

 

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Quali? Le grane arrivano dall’impianto elettrico e dalla sua control room: un locale destinato al controllo di quadri e centraline, con spie che si accendono ogni qual volta si verifica un problema tecnico, che però sembra non essere sorvegliato da nessuno. Poi c’è il seminterrato, dove alcune porte compartimentate non si chiudono e dove i parcheggi non erano ancora provvisti di un impianto antincendio perfettamente a norma per quel che concerne gli estintori. Problema, quest’ultimo, che sembra essere stato risolto all’inizio della settimana con il successivo via libera dei tecnici dei vigili del fuoco. «La Commissione, verificato che alcune criticità sono già state superate, in particolare per quanto riguarda l’autorimessa, effettuerà un nuovo sopralluogo tecnico giovedì, al fine di procedere alle attività di controllo di propria competenza» fanno sapere da Palazzo Civico. Che si augura «una rapida soluzione di tutti i problemi e il rilascio in tempi stretti della concessione, relativa alla definitiva e completa agibilità dell’impianto sportivo». 

 

Il problema degli spalti  

Resta il problema degli spalti, perché gli unici fino ad ora accessibili sono i poco meno di duemila della tribuna coperta. E resta il problema di una società - il Torino Fc - che pur pagando un affitto di oltre 200 mila euro l’anno, per manutenzioni ordinarie e straordinarie, è costretta a sostenere costi aggiuntivi «per ovviare alle problematiche strutturali evidenziate dalla commissione comunale di vigilanza». Il Fila, infatti, non è del Torino, ma della Fondazione Filadelfia. Composta da Museo Grande Torino, associazione dei tifosi, Comune e Regione. Che insieme hanno messo sul piatto sette milioni che servivano per lo stadio. Più uno, arrivato con la Fondazione Mamma Cairo, dal presidente granata.  

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