Razzismo sul bus, Giulia in procura. Spataro: “Siamo con te, mi scuso a nome di Torino”

Il procuratore le dona una storica foto: “Ce la metteremo tutta per fare giustizia”


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 17/11/2017 alle ore 07:49
TORINO

È arrivata in Procura, accompagnata dai familiari, Giulia (il nome è di fantasia), la quindicenne che ha denunciato di essere stata aggredita da un uomo sul pullman 63. La giovane, una promessa del basket torinese, è stata ricevuta dal Procuratore Capo Armando Spataro, che vuole fare luce sulla vicenda. 

 

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L’episodio risale a venerdì scorso, quando un sessantenne, che al momento non è stato identificato, l’avrebbe apostrofata con insulti razzisti: «È inutile che vai a scuola, tanto finisci in strada. Tornatene al tuo paese». 

Sul caso indagano i Carabinieri. 

 

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Il Procuratore Capo le ha manifestato forte solidarietà, «sincera e doverosa come deve essere nei confronti di chiunque sia vittima di qualsiasi tipo di discriminazione», e le ha assicurato ogni possibile impegno investigativo. Spataro ha regalato a Giulia un’immagine simbolica, una foto da cui Norman Rockwell ha tratto la sua storica illustrazione «The Problem We All Live With» del 1964.  

 

«Noi magistrati della Procura, insieme ai Carabinieri e alle forze di polizia, faremo di tutto per trovare il colpevole dell’atto volgare e violento che hai patito - scrive - Non so se ci riusciremo e se non sarà possibile ti prego di scusarci: ce la metteremo comunque tutta. Ed anzi ti chiedo scusa anche a nome della città di Torino, pur se certo non la rappresento, per la viltà di chi non è intervenuto in tuo aiuto pur potendolo fare». E Spataro: «di una cosa siamo tutti certi: tu sei e sarai più forte di ogni viltà e di ogni forma di violenza e razzismo. Criminali e persone vili non spariranno purtroppo mai dalla faccia della Terra, anche se la speranza è l’ultima a morire. Ma la legge è comunque più forte di tutto, quasi come te . E ricorda: siamo in tanti con te, e camminiamo al tuo fianco».  

 

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