Ream, nel mirino dei magistrati due lettere dell’ex direttore finanziario

Tornoni contestava l’operazione. L’assessore Rolando sentito in procura per l’inchiesta sull’ex Westinghouse

Dopo la sindaca e Rolando la prossima settimana i pm sentiranno il capo di gabinetto Giordana


Pubblicato il 22/10/2017
Ultima modifica il 16/11/2017 alle ore 13:38
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«Qualora il Consiglio comunale decidesse, comunque di approvare il Bilancio previsionale triennale senza procedere in tal senso ci si potrebbe trovare nella situazione analizzata dalla Corte dei Conti che fa esplicito riferimento alle situazioni previste dall’art. 243 bis del Tuel». Il 3 maggio scorso, l’allora direttore del settore Finanze del Comune Anna Tornoni scrive alla sindaca Appendino e all’assessore al Bilancio Rolando evocando, rispetto alla decisione della giunta di posticipare al 2018 l’iscrizione nei conti della caparra di 5 milioni da restituire a Ream, lo spettro del dissesto finanziario del Comune

 

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LE CRITICHE “NASCOSTE”  

Quella lettera, insieme con un’altra - scritta sempre da Tornoni e dal dirigente Roberto Rosso - costituisce uno dei nodi dell’inchiesta che vede indagati Appendino, Rolando e il capo di gabinetto del Comune Paolo Giordana per falso ideologico in atto pubblico : secondo la procura non avrebbero iscritto nel bilancio 2016 e nemmeno nel 2017 la restituzione della caparra anticipata da Ream per l’area ex Westinghouse affidata poi successivamente a un altro gruppo, Amteco, per 19,7 milioni.  

 

Ieri i procuratori aggiunti Marco Gianoglio ed Enrica Gabetta e gli uomini della Guardia di Finanza che conducono l’inchiesta ne hanno chiesto conto a Rolando, ascoltato per quattro ore e uscito senza rilasciare commenti. L’interesse degli investigatori è concentrato su un fatto: perché le lettere di Tornoni e Rosso, allegate agli emendamenti della giunta al bilancio di previsione 2017 che trattavano di Ream, non sono state mostrate ai revisori dei conti, cui pure erano indirizzate? L’ipotesi della procura è che siano state celate per influenzare il loro parere sulle modalità con cui restituire la caparra a Ream.  

 

I revisori (autori di due esposti, ad aprile e settembre) sono un cardine dell’inchiesta. L’altro è Tornoni, ex direttore finanziario, poi trasferita al Decentramento proprio dopo l’approvazione del bilancio 2017. L’unica ad aver sempre ribadito, dal novembre del 2016, che il Comune avrebbe dovuto iscrivere subito a bilancio i 5 milioni da ridare a Ream, indipendentemente da quando aveva concordato di restituirli.  

 

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LA FORMAZIONE DEL BILANCIO  

A differenza dei revisori (prima di Rolando ieri i pm hanno risentito un membro del collegio, Nadia Rosso), che nel 2016 non hanno segnalato anomalie, e nel 2017 sono stati contraddittori, l’ex direttore finanziario non ha mai cambiato posizione. Già a novembre, quando riceve disposizioni da Giordana affinché non inserisca la posta Ream nell’assestamento di fine 2016, Tornoni ribatte: «Avevo ritenuto opportuno ricordare gli impegni assunti dall’amministrazione precedente, al fine di non generare elementi di criticità per questa giunta». E insiste nei giorni successivi. Lo fa anche nel 2017, quando la giunta sta varando il bilancio di previsione. Prima spiegando che a suo avviso aver concordato con Ream la restituzione della caparra al 2018 «non sembra risolvere la problematicità sotto il profilo giuridico e contabile». Anche perché il debito era «sorto nel 2016 e in quell’esercizio avrebbe dovuto essere finanziato e pagato il prima possibile». Una settimana dopo insiste: rileva «l’opportunità di procedere ad un modifica delle Previsione di Bilancio al fine di comprendere negli equilibri le predette poste».  

 

Pareri rimasti inascoltati. Anche di questo i magistrati hanno chiesto conto a Rolando, che nell’interrogatorio ha cercato di ribaltare l’impostazione dell’ex dirigente e dei revisori.  

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