Fiorella, scendi dai tacchi! Aiuterai tutte le donne
Fiorella, scendi dai tacchi! Aiuterai tutte le donne
24/09/2017

Mannoia, via quei tacchi! Lei che se lo può permettere, dall’alto del suo metro e 74, altezza mezza bellezza, come le ha scritto Luca Barbarossa in un sonetto. «Non ci sono abituata, fanno male i piedi», ha detto nella prima puntata di «Un, due, tre... Fiorella», programma ricco di ospiti in onda sabato scorso e sabato 23 su Rai1. Non sembri secondario il soffermarsi su una faccenda apparentemente minore come questa dei tacchi: sono una tortura, un autentico martirio per chi deve stare in piedi quattro ore davanti alle telecamere, perché le ragazze dei varietà li devono portare a tutti i costi? Una bella donna, e intelligente, come la Mannoia potrebbe spezzare la catena, ribellarsi al tacco discriminatorio. Avrebbe un valore assai simbolico (perché si mettono, per piacere ai maschi?), e i simboli, si sa, sono importanti.  

La cantante, effetto circolare del mezzo, compariva anche nel bellissimo documentario di Giorgio Verdelli, Rai3, dedicato a Pino Daniele, «Il tempo resterà». Stavano cantando insieme all’Arena di Verona, Daniele sarebbe morto pochi mesi dopo. Sostiene Bollani che era l’unico artista pop che piaceva a loro «classici». E Jovanotti ha letto un suo «pensierino»: «Umanità, umiltà e semplicità. Grande uomo. Io sto davanti a lui con l’animo di un bimbo senza sapere l’ora e senza geografia: contemplo nei suoi occhi la poesia». Protagonista è anche Napoli, quel caleidoscopio di città che, come la descrivi, non ce la fai mai a descriverla tutta. In più Clementino, che nel gioco dei rimandi era di bel nuovo pure dalla Mannoia: molto bravo, comico. Mentre le parti più squisitamente comiche di «Un, due, tre Fiorella» facevano ridere poco. Però lei, con l’uso di palcoscenico che caratterizza gli artisti abituati al pubblico, è riuscita a mantenere il ritmo senza sembrare esagitata, bella e rossa e riccia, alta comunque, appunto. 

Archivio