Def, arriva il via libera alla nota di aggiornamento. Pil rivisto al rialzo a +1,5% nel 2017

È la strategia del «sentiero stretto»: niente stimoli all’economia o forti misure sociali, ma grazie alla ripresina del Pil scendono sia il rapporto deficit/Pil che quello debito/Pil


Pubblicato il 23/09/2017
Ultima modifica il 24/09/2017 alle ore 00:03

Via libera del Consiglio dei ministri alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), con le nuove stime sui conti pubblici che costituiranno la base della nuova legge di bilancio. Lo ha annunciato il premier, Paolo Gentiloni, in conferenza stampa insieme al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. 

 

Il nuovo testo rivede sensibilmente al rialzo le previsioni di crescita formulate ad aprile. e stima per il 2017 una crescita del Pil dell’1,5%. Stessa previsione confermata - che certo non permette di poter parlare di boom economico, né di ragionevoli attese di una significativa riduzione della disoccupazione - per il 2018 e il 2019. Nel testo approvato in primavera veniva prevista una crescita dell’1,1% nel 2017, e dell’1% nel 2018 e nel 2019. «Qualcuno potrà dire che è una previsione troppo ottimistica, ma credo che sia pienamente giustificata dalle politiche che metteremo in atto. Un discreto grado di ottimismo è giustificato», ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.  

 

Quello dell’Italia continua a essere una strategia del «sentiero stretto», in cui non vengono previsti significativi stimoli alla domanda e al prodotto interno lordo. E dunque nella legge di Bilancio che dovrà essere predisposta entro il 20 ottobre non saranno prevedibilmente inseriti interventi massicci sulle pensioni o sul mercato del lavoro. Ci si limita invece ad agganciare la ripresa congiunturale in corso in Europa, sia pure con un ritmo di crescita non esaltante; e per questa via si punta ad otttenere - grazie all’aumento del prodotto interno lordo - sia una riduzione del rapporto deficit-pil, che nel 2018 si attesterà all’1,6%, rispetto all’1,2% indicato ad aprile, che un miglioramento - dopo tanti anni negativi - del rapporto tra debito e Pil, un rapporti che già dal 2017 scenderà al 131,6 per cento, per poi andare al 129,9% nel 2018. Va da sé che slitta ancora il raggiungimento del pareggio di bilancio, che a questo punto sarà conseguito nel 2020, slittando di un anno rispetto a quanto previsto ad aprile.  

 

Non presenteranno quest’anno problemi, ha spiegato Padoan, le solitamente fastidiose clausole Iva, che verranno neutralizzate. Si avvicina, come a suo tempo anticipato, una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, che è una delle misure che «stiamo valutando in sede di analisi prodromica della legge di bilancio» ha confermato Padoan. Attesa una ulteriore riduzione degli incassi da privatizzazioni previsti per quest’anno, che scenderanno da circa 5 a 3 miliardi e mezzo.  

 

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