Cancelleri: “Il voto non si ripete e non finirà come a Genova”

Il vincitore della consultazione: “Ricorso strumentale Una parentopoli locale nel M5S? È solo un caso su cento”

Il candidato del M5S in Sicilia Giancarlo Cancelleri (a destra) con Luigi Di Maio durante una pausa del tour elettorale sull’isola


Pubblicato il 14/09/2017
Ultima modifica il 22/09/2017 alle ore 02:30
roma
Dopo che il tribunale ha congelato il risultato delle Regionarie del M5S, Giancarlo Cancelleri è ancora il candidato alla Regione Sicilia?
«Lo voglio dire chiaramente: io sono e sarò il candidato presidente della Sicilia come stabilito dagli iscritti. Sto girando tutta la Sicilia e sto già iniziando a presentare i miei assessori».
L’attivista Mauro Giulivi che ha fatto ricorso e ha ottenuto la sospensione chiede di rifare le votazioni...
«Non le rifacciamo perché, anche se sospese in via cautelare, non c’è stato chiesto di ripeterle. Attendiamo l’udienza del 18 settembre nella quale il giudice, come annunciato, potrà confermare, modificare o revocare il provvedimento emesso. Inoltre avevamo fatto una prima udienza l’8 agosto dove la causa poteva essere decisa con i tempi tecnici per rinnovare le votazioni».
Perché è passato tutto questo tempo?

«La difesa di Giulivi ha chiesto un rinvio e, di rinvio in rinvio siamo arrivati al 18 settembre, fuori tempo massimo. Abbiamo proposto a Giulivi il rinnovo delle sole regionarie della provincia di Palermo ma ha rifiutato, dimostrando la strumentalità del suo ricorso». 

 

Questo caso ricorda quello di Genova: non è che a Giulivi non è stato consentito di correre perché considerato vicino alla fronda di Riccardo Nuti, a lei avversa?
«Ma si figuri! Il motivo è semplice: Giulivi era stato destinatario di un provvedimento disciplinare che lo rendeva di fatto incompatibile con il regolamento per la partecipazione alle Regionarie».
Sostiene che gli sia stato detto di firmare il codice di comportamento con un preavviso di sole 2 ore e 30 minuti, mentre lui era impegnato a lavoro. Una pignoleria burocratica, no?
«Le regole sono regole e sono tali per essere rispettate. Giulivi è stato informato con abbondante anticipo. Come tutti gli altri, che, guarda caso, hanno firmato per tempo il codice».
Perché i candidati devono firmare clausole contrattuali, definiti codici etici, di un’azienda privata, la Casaleggio associati?
«Questa è una favola dei giornali ed è bene smetterla di tirare in ballo questa società. Anche la sua domanda è formulata male. Non c’è nessun tipo di rapporto con la Casaleggio Associati. Noi prendiamo degli impegni con il M5S. Non sono norme contrattuali, ma regole del codice etico che frenano le mire opportunistiche di certi soggetti. Se queste regole fossero applicate anche dai partiti, forse decimeremmo i voltagabbana».
Giulivi accusa di mancata trasparenza il M5S e la Casaleggio. La stessa accusa che ormai muovono al M5S molti ex e delusi.
.«Guardi, alle Regionarie hanno partecipato 635 persone come candidati. Nessuno di loro ha evocato problemi di trasparenza. Solo Giulivi. Non le sembra un po’ strano?»
Giulivi è compagno di una deputata. Anche lei è fratello di una deputata. Nella storia delle firme false di Palermo ci sono mariti e mogli: non sono troppi gli intrecci familiari del M5S siciliano?
«Parliamo probabilmente del 1% dei casi. Noi permettiamo ai cittadini senza santi in paradiso e senza dover spendere soldi per la campagna elettorale di potersi candidare e di entrare nelle istituzioni. Non abbiamo i nominati dalle segreteria di partito. Abbiamo solo il vincolo dei 2 mandati e di essere incensurati»
A Genova lo stop alla Cassimatis è stato fatale per il M5S. Cosa farà per evitare lo stesso esito?
«Vi prego....non c’è nessuna similitudine con la questione di Genova».
Perché ogni votazione dei candidati del M5S finisce sempre con liti e denunce? L’avvocato Lorenzo Borrè ha portato in tribunale il M5S a Napoli, Genova, Roma…
«Veramente l’unico caso è stato quello di Genova e riguardava un solo candidato. Conti che abbiamo oltre 2 mila eletti a ogni livello istituzionale. 1 su 2 mila cioè lo 0,05% è una percentuale ridicola. Dimostra che il nostro metodo funziona. Le votazioni degli altri partiti invece non sono un problema perchè sono nominati dalle segreterie. I miei avversari del centrosinistra e del centrodestra, Fabrizio Micari e Nello Musumeci chi li ha votati?»

home

home