La sposa: “Nostro zio è morto, adesso vogliamo giustizia e non i soldi offerti dal ristoratore”

I festeggiamenti sono andati avanti fino a sera, ma già durante il viaggio di ritorno le prime telefonate degli invitati: “Era solo l’inizio di un incubo”

Valentina e Fabrizio si erano sposati sabato 2 settembre nel Municipio di Caselette


Pubblicato il 14/09/2017
Ultima modifica il 14/09/2017 alle ore 16:22
alpignano

«Doveva essere il giorno più bello della nostra vita e invece si è trasformato in una tragedia». Valentina Fina e suo marito, Fabrizio Magnelli, sono una coppia di Alpignano e si sono sposati sabato scorso a Caselette. Sarebbero dovuti partire per Zanzibar martedì, ma hanno annullato il viaggio di nozze. Dopo il ricevimento di domenica alla «Locanda delle antiche sere» di Maretto, in provincia di Asti, un centinaio di invitati si sono sentiti male e ieri mattina lo zio di Fabrizio, Pierino Magnelli è morto in seguito alle complicazioni di un’intossicazione alimentare. 

 

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Valentina, che lavora ad Alpignano nella ditta di ricambi di famiglia, con la voce rotta dall’emozione prova a ricostruire quello che è successo: «Ci siamo sposati in Comune a Caselette, sabato pomeriggio e alla sera abbiamo fatto una prima festa. C’erano tantissimi amici e gli allievi di mio marito, che fa il litografo, ma insegna anche arti marziali. È stato un momento bellissimo ed è l’unico che vogliamo ricordare». Domenica, a pranzo, gli sposi con 120 invitati sono andati a festeggiare una seconda volta: «Abbiamo scelto quel ristorante dopo una lunga ricerca, abbiamo controllato le recensioni e siamo andati per tre volte a provare il menu delle nozze. I preparativi sono durati un anno». Dopo la cerimonia all’americana nel parco, gli ospiti si sono seduti a tavola e, da subito, qualcosa non sembrava andare per il verso giusto. «Noi ci siamo divertiti, abbiamo ballato tra una portata e l’altra, ci sembrava tutto bellissimo. Però qualcuno degli invitati ci ha segnalato un’insolita presenza di insetti, in particolare mosche e vespe, che ronzavano attorno ai tavoli. Altri si sono lamentati di alcune portate, il polipo con patate e un tortino di verdure, che sembravano troppo crudi».  

 

I festeggiamenti sono andati avanti fino a sera, quando Valentina e Fabrizio sono andati a dormire in un bed&breakfast, ma già durante il viaggio di ritorno è scattato il primo campanello d’allarme: «Abbiamo cominciato a ricevere le prime telefonate preoccupate. Parenti e amici che accusavano dolori intestinali e attacchi di vomito. Eravamo dispiaciutissimi, ma non avremmo mai immaginato che quello fosse solo l’inizio di un incubo». Lunedì decine di invitati sono andati in ospedale e zio Pierino è stato ricoverato al San Giovanni Bosco, come Valentina e Fabrizio: «Siamo stati malissimo e siamo andati al pronto soccorso. Avevamo chiamato i gestori del ristorante che, in un primo momento, hanno negato qualsiasi responsabilità. Poi, nell’ultima telefonata il titolare si è detto disponibile a un risarcimento».  

 

Martedì il quadro clinico di Pierino Magnelli si è definitivamente aggravato. A quel punto gli sposi hanno contattato i carabinieri del Nas. «Ci sono persone che stanno ancora male e domani mio padre tornerà in ospedale. La morte di zio Pierino, però, è la tragedia più grande, che non si può riparare. L’unica cosa che ci dà la forza di andare avanti e la voglia di giustizia. Tutto il resto, pranzo di nozze compreso, vogliamo cancellarlo dai nostri ricordi». 

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