Il “divo” Messi e il “falso” Dybala

Allegri: «Se si sbagliano cose semplici, è impossibile vincere partite complicate»
AP

Lionel Messi, 30 anni, e Paulo Dybala, 23

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Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 13/09/2017 alle ore 10:31
INVIATO A BARCELLONA

Non è che Dybala è troppo piccolo, anche se ieri sera dentro al Camp Nou pareva davvero in formato Mignons, come quelli del film, è che Messi è troppo grande. «Il Divo», come titola El Mundo Deportivo, quotidiano sportivo di Barcellona, che già il giorno prima aveva riportato il confronto nelle giuste proporzioni: il faccione del dieci blaugrana in primo piano, e il mezzobusto di quello juventino, piccino. Dybala ha grandi colpi, un talento pazzesco, e un destino dagli orizzonti ancora imprevedibili, ma meglio lasciar stare i paragoni. Cosa, del resto, che lui stesso ha sempre respinto, saggiamente: «Di Messi ce n’è uno solo, come di Maradona». Anche senza confronti diretti, però, Dybala è stato troppo scolorito per essere vero: chissà se schiacciato dalla pressione, dall’attesa, o dal desiderio di superare il maestro. Del resto, solo qualche mese fa, aveva fatto meglio: Juve-Barcellona 3-0, con doppietta dell’argentino bianconero. Morale: forse Dybala non era ancora quello, ma neppure questo. 

 

TROPPO SOFFICE  

Dopodiché, è chiaro che Dybala non è stato aiutato da una squadra che è drammaticamente crollata nella ripresa, come fosse ancora a Cardiff, e non a Barcellona, per una nuova stagione. Colpa di tutti, dunque, ma prima di tutto degli attaccanti (Higuain compreso) che, secondo Allegri, avrebbero dovuto concretizzare il lavoro del primo tempo. Come dargli torto? E soprattutto alle punte pare spedito il tweet notturno del tecnico, sulla via del rientro: «Quando si sbagliano cose semplici, è impossibile vincere partite complicate». Già. La Juve ha avuto almeno un paio di occasioni, con Dybala e il Pipita, e le ha sprecata, per difetto di forza, mira e, soprattutto, di cattiveria. Messi, invece, è stato un marziano. E, nel dubbio, l’ha ricordato a tutti. 

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