Giro di vite contro i religiosi islamisti in Arabia Saudita

Accusati di legami con i Fratelli musulmani. Smentite le voci di una prossima abdicazione di Re Salman
AP

Re Salman


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 13/09/2017 alle ore 16:02
inviato a beirut

Le forze di sicurezza saudite hanno arrestato alcuni dei più conosciuti religiosi del Paese, noti per le loro posizioni estremamente conservatrici e per certi versi vicine a quelle di gruppi islamisti. Assieme ai religiosi sarebbero stati arrestate però anche figure dell’opposizione moderata e un poeta. 

 

Fatwa contro Topolino  

Fra i religiosi portati in carcere c’è Salman al-Awdah, conosciuto anche in Occidente per la sua famigerata fatwa contro Topolino, bollato come “soldato dei miscredenti”. Altre figure di spicco sono Awad al-Qarni e Ali al-Omary, tutti fautori di una interpretazione rigida dell’islam e della sharia, soprattutto per quanto riguarda le donne e i rapporti con le altre fedi religiose. 

 

L’ascesa di Bin Salman  

Il giro di vite è accompagnata da voci, smentite dalla casa regnante, di una imminente abdicazione di Re Salman a favore del figlio Mohammed bin Salman. Il principe si è ritagliato negli ultimi due una posizione di forza, ha scavalcato il cugino Mohammed bin Nayef nella linea di successione al trono ed è di fatto l’uomo forte del Regno.  

 

La nuova “linea rossa”  

Una sua ascesa al trono potrebbe però scatenare le tensioni all’interno della famiglia regnante e fra gli ulema, i religiosi che vegliano sul rispetto dell’ortodossia islamica. Secondo analisti del Golfo, Mohammed bin Salman avrebbe con questi arresti tracciato “una linea rossa” che né i religiosi indipendenti, né gli ulema che si oppongono al suo programma di riforme, possono più oltrepassare. Il principe si è espresso più volte a favore di maggiori diritti per le donne, come la possibilità di guidare un’automobile e uscire da sole. 

 

I rapporti con i gruppi jihadisti  

Voci fatte filtrare dalla sicurezza saudita rivelano che i religiosi sono stati arrestati per “attività di spionaggio e rapporti con i Fratelli musulmani”, organizzazione considerata terrorista da Riad. L’opposizione in esilio ha chiesto invece una mobilitazione per la preghiera di venerdì contro gli arresti di “dissidenti e oppositori”. 

 

La corrente wahhabita  

La casa degli Al-Saud ha modellato il regno secondo le regole della scuola giuridica hanbalita-wahhabita, la più conservatrice. Il wahhabismo, che prende il nome dal religioso consigliere del fondatore del primo regno saudita, prevede un’applicazione alla lettera della sharia e delle parole del Corano.  

 

La battaglia per le Sante Moschee  

Ma i gruppi terroristici come Al-Qaeda e l’Isis, e gli stessi Fratelli musulmani, considerano gli Al-Saud “usurpatori” e hanno più volte attaccato le stesse città sante della Mecca e Medina, sedi delle moschee più venerate dai musulmani. L’attacco più sanguinoso è avvenuto nel 1979 a opera di un gruppo che si ispirava alle teorie dell’islamista pachistano Syed Abul Ala Maududi. 

 

Il duello con il Qatar e l’Iran  

Riad è sulla stessa linea del Cairo nella guerra senza quartiere ai Fratelli musulmani e anche per questo ha rotto i rapporti con il Qatar, pure un altro Stato che ha il wahhabismo come “religione ufficiale” ma troppo vicino alla Fratellanza e “ambiguo con l’Iran” secondo Riad. L’altro nemico acerrimo è infatti l’Iran, nazione guida della corrente sciita dell’islam e principale avversario dell’Arabia Saudita nella lotta per l’egemonia in Medio Oriente e nel mondo islamico. 

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