Hezbollah dichiara la “vittoria” in Siria

Il leader Nasrallah: restano poche battaglie sparse
REUTERS


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 16:01
inviato a beirut

Il leader dell’Hezbollah libanese, Hassan Nasrallah, ha dichiarato la “vittoria” in Siria. “Abbiamo vinto la guerra, resta soltanto qualche battaglia sparsa”, ha detto a un raduno religioso nel Sud del Libano. Gli oppositori di Assad “hanno fallito nei loro progetti e ora cercano di ottenere qualche piccolo vantaggio nei negoziati”, ha continuato. 

 

Ottimismo  

Le dichiarazioni di Nasrallah sono state riportate dal quotidiano Al-Akhbar e rappresentano la prima presa di posizione così ottimista nel campo del regime. La milizia sciita libanese, con l’invio di 10-15 mila combattenti, ha rappresentato uno degli alleati più importanti di Damasco. 

 

La svolta  

Negli ultimi due mesi le forze del regime hanno riconquistato gran parte dei territori ancora in mano all’Isis, e grosse porzione di quelli dei ribelli, con l’aiuto di milizie sciite di Paesi arabi e iraniane, e dell’aviazione russa. Dal settembre 2015, quando è intervenuta Mosca, quasi tutte le città più importanti sono state riconquistate, a cominciare da Aleppo, la più popolosa città siriana. 

 

Recuperato l’85% dei territori  

Ora, secondo il ministero della Difesa russa, i governativi controllano l’85 per cento dei territori prima in mano ai “gruppi estremisti”. Ai ribelli islamisti è rimasta solo la provincia di Idlib e un pezzo della periferia di Damasco, ai moderati piccoli lembi della provincia di Daara e Damasco, all’Isis parte della provincia di Deir ez-Zour. 

 

La corsa a Deir ez-Zour  

Anche le forze curde, che costituiscono il grosso delle Syrian democratic forces appoggiate dagli Usa, hanno però espanso la loro influenza in gran parte della Siria nord-orientale, fino a Raqqa, e ora fanno a gara con il regime per riprendere all’Isis il resto della provincia di Deir ez-Zour e una fetta importante del confine con l’Iran. 

 

Assad più prudente  

Il cessate-il-fuoco nelle sacche ribelli a Ovest, concordato da Usa e Russia, ha permesso al regime di concentrare le sue forze contro l’Isis a Est. Lo stesso Assad, in un discorso televisivo alla fine di agosto, aveva detto più prudentemente che “c’erano segni di vittoria” ma restavano “importanti battaglie”. 

home

home

I più letti del giorno

I più letti del giorno